L’eccezionale, lo standard e il sesso

C'è da considerare questo fatto dello standard. Musicalmente parlando, lo standard è quel tema piuttosto noto che gli succede di diventare intramontabile e passare di mano in mano, da musicista a musicista. Praticamente quel pezzo che non lo lascia in pace nessuno nei secoli dei secoli, un classico del jazz.

A natale succede che una cosa simile si presenti anche in certi libri (che poi no, succede tutto l'anno, solo che a natale ci si fa più caso). A natale escono certi libri che si aspettano da un anno e chissà come mai escono a natale. Per esempio, quel gran dritto di Ulisse, che lo conosciamo tutti, quest'anno ha telefonato a Valerio Massimo Manfredi e gli ha detto Senti non è che potresti trascrivere, avrei una voglia pazzesca di narrarmi con umanità e coraggio, per questo natale, per tutti i miei ammiratori di sempre. Manfredi, manco a dirlo, ha accettato e così ecco Il mio nome è nessuno (Mondadori, 2012). Un titolo che promette informazioni inedite, che nessuno proprio nessuno ha saputo nel corso degli ultimi ventisette secoli. E non è che servo io per dire come non sia proprio la prima volta che in giro si sente parlare di lui.

Che poi, se uno ci pensa, si concentra, questo fatto dello standard, si potrebbe anche leggere in modo trasversale e funziona. Più che il protagonista, il tema. Dopo la trilogia di sfumature, si conclude in bellezza con il manuale. Infatti nel concetto stesso di standard ci sta, la storia della personalizzazione. Tutta roba che non è che si sono inventate né E. L. James, tantomeno Marisa Bennett (Cinquanta sfumature di estasi, il manuale, Leggereditore, 2012): il sesso. Ma va riconosciuto che quest'ultima lo ammette nell'introduzione:

Tutti sanno come si fa sesso: inserisci la scheda P nell'apposita fessura V e ripeti l'operazione. E poi sì, cinquanta modi diversi di farlo. […] Le cinquanta posizioni illustrate non funzionano necessariamente per tutte le coppie. "Perchè non posso fare una verticale e un sessantanove contro una parete?! Protesta una lettrice un po' delusa"

La risposta c'è, ma non ve la dico, che se no non c'è più divertimento. E poi ci sono quelli con la fascetta tattica, che al posto delle mille mila di copie pavoneggiate negli ultimi mesi, ci hanno infilato un bello spazio dedica (Fai bei sogni, Massimo Gramellini, Longanesi, 2012) con tanto di Da… a… Eccezionale standard.

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

1 Commento