Di letture collettive e libri-universo

La lettura è un fatto profondamente individuale: ogni lettore ha bisogno del contatto a tu per tu con il libro, di quel dialogo esclusivo ed intimo. Ma allo stesso tempo, essendo il libro pubblico, essa è sempre anche sociale: è un modo per collegare tantissime solitudini in un’esperienza comune.
Per questo l’idea di una lettura collettiva è entusiasmante e naturale al tempo stesso. In particolare il progetto Una lettura divertente che altrimenti non farei mai più, a cui sto partecipando, nasce da un sentimento più che noto: la soggezione di fronte alle opere più maestose. Ci sono libri che per stazza e fama assumono nell’immaginario del lettore la statura di mostri sacri, volumi che si vorrebbe tanto leggere ma “non ce la farò mai”. Affrontare la lettura di questi tomi tutti insieme è un po’ come decidere di fare jogging con gli amici: una fatica impossibile diventa un piacevole appuntamento quotidiano. Così abbiamo scelto un titolo, fissato le tappe, allacciato le scarpe e siamo partiti: ci scambiamo impressioni, discutiamo, e soprattutto organizziamo incontri e chiacchierate fra maratoneti.

In questa edizione dell’iniziativa, iniziata un mesetto fa, abbiamo deciso di affrontare il Don Chisciotte, che pare ci accompagnerà fino a fine Aprile. Ho deciso di intraprendere questa missione un po’ incuriosita dal progetto, un po’ per orgoglio, come se la lettura integrale del Don Chisciotte mi elevasse al di sopra di chi si accontenta dei brani antologici e costituisse una specie di medaglia d’onore nel mio curriculum di lettrice. Ma presto mi sono accorta che queste pagine offrono ben altro che un motivo di vanto e un’occasione per leggere in compagnia.

infiniteSono assorbita dalla lettura fino al punto da non riuscire a pensare ad altro. Questa sensazione di totale coinvolgimento mi ha subito ricordato un’altra opera: Infinite Jest, che non a caso è stato il volume prescelto per la scorsa edizione del progetto. Potrei chiamare queste due opere “libri universo”, poiché a differenza di altri romanzi non raccontano una storia, ma descrivono un intero mondo. Infinite Jest è un esempio magistrale di narrazione corale: i protagonisti si moltiplicano espandendosi dal nucleo della famiglia Incandenza ai membri della Enfield Academy, ai pazienti della Ennet House, fino a Les Assassins des Fauteils Rollent. Allo stesso modo nel Don Chisciotte la narrazione delle strambe avventure del nostro hidalgo si rivela un pretesto per narrare le storie degli innumerevoli personaggi che egli incontra nelle sue peregrinazioni: gli incroci amorosi di Cardenio, Dorotea, Don Fernando e Lucinda, le avventure dello schiavo Ruy Perez di Viedma e di Zoraida, le vicende di Chiara e don Luigi, senza farsi mancare neanche una novella vera e propria, quella del curioso indiscreto.

E ovviamente non c’è solo il gusto per la narrazione di storie bizzarre e meravigliose: il Don Chisciotte è una straordinaria meta-narrazione sul potere delle storie così come sull’impossibilità dell’eroismo nel mondo moderno. Infinite Jest è un’amara e acuta riflessione su come le dipendenze, in tutte le loro forme, condizionino le nostre vite fino a portarle ai margini di un caos incontrollabile.

Ma un altro aspetto rende queste opere ancora più singolari e totalizzanti: leggendole si entra in una dimensione completamente diversa, con regole proprie. Per comprendere la vita degli allievi di tennis o dei tossicodipendenti di Infinite Jest così come per immedesimarsi in un nobile spagnolo del siglo de oro è necessario abbandonare gli schemi mentali e i parametri di giudizio convenzionali e adottare una logica completamente nuova. All’inizio questo cambiamento può essere faticoso e creare confusione, ma una volta abituatisi non se ne esce più, con la conseguenza che anche una volta chiuse le pagine del libro si continua a pensare secondo i criteri di quello strambo universo letterario: così si finisce per vedere possibili avventure cavalleresche nei pericoli del traffico urbano o nei labirinti del supermercato, a guardare una partita di tennis alla tv con occhi completamente nuovi, a immaginarsi quali dipendenze abbiano i propri colleghi di lavoro e così via. Immergersi nella lettura di opere come queste permette di adottare un nuovo punto di vista da cui guardare la realtà con occhio più lucido, smaliziato e anche ironico.

Leggere libri come questi è un’esperienza unica, intensa, faticosa ma appagante. E come tutte le cose belle, va condivisa.

Viola Bianchetti

Ha un'identità in corso di definizione. Nel frattempo si gode la vita.

1 Commento
  1. Senza farlo apposta anche io lo scorso mese mi sono cimentato nell’impresa di leggere il DON CHISCIOTTE… bisogna ammettere che è anche un po’ faticoso, ma dovevo farlo, incuriosito da alcune spiegazioni che avevo sentito all’università.. e il risultato è che in Don Chisciotte ho scoperto una modernità assoluta, trovando come sottosotto l’idea dei fumetti sia nata anche dal nostro hidalgo o come lo stesso mio amato Pynchon sia in sostanza un Cervantes 2.0. sono quasi giunto alla fine del libro e ammetto che ogni tanto un pochino mi sono leggermente annoiato, giusto forse però per la ripetizione di alcune formule che Cervantes ha sparpagliato ogni tot di pagine.. ma ammetto che nemmeno in libri attuali ho trovato una tale ironia, uno spirito cosi sagace. e attento, una mescolanza di storie degna del miglior postmoderno. i parallelismi con tutti i romanzi attuali è impressionante, sarebbe bello mettersi lì a cercarne ognuno, ma sarebbe impossibile. ha inventato il romanzo moderno, l’ironia, l’introspezione e l’avventura in un mondo che non ci comprende (me lo sono immaginato tipo come se domani uscendo per strada incontrassi uno che si crede Superman.. ) un libro che tutti dovrebbero leggere per la sua importanza storica ma avendo anche il coraggio di ammettere che qualche pagina lenta c’è, soprattutto forse nel secondo tomo, nonostante sia scritto ancora meglio e più psicologico.. non a caso il don chisciotte è stato eletto nel 2002 come miglior libro del mondo di sempre, da una giuria di premi nobel.. Grazie per il bell’articolo… io intanto aspetto di finire il libro e aspettare un po’ per comprenderlo totalmente, come accade con questi grandi libri la sui soluzione ti investe quando meno te lo aspetti come una rivelazione divina..