Pikappa o del superamento demiurgico

Da qualche tempo il nome di PKNA – Paperinik New Adventurea sta circolando di nuovo in rete e fuori, grazie alle pubblicazioni del Corriere e della Gazzetta il lunedì (oggi tra l'altro è uscito il numero 5) e alla passione di vecchi e nuovi lettori e autori. Poco da dire, PK è una bomba: disegnato bene, scritto benissimo, colorato da campioni. Le storie sono belle e trasversali, i nomi altisonanti (Sisto, Sisti, Artibani, Faraci, Cordara, e i disegni di Lavoradori, Sciarrone, Pastrovicchio, Mottura, Celoni), il progetto editoriale tutto è rimarchevole, nella storia recente del fumetto italiano.

Ma c'è di più, c'è molto di più. Come sapete, il giornale "Topolino" è unico nel mondo, ce l'abbiamo solo noi, e ormai le storie prodotte in Italia sono esportate e tradotte dappertutto. Mostri del calibro di Scarpa, Cavazzano, Cimino e più recentemente Tito Faraci hanno preso in mano le sorti dei vari personaggi e li hanno traghettati verso la modernità, allargando la banda Disney con personaggi memorabili, come Paperinik, tra l'altro.

Io ho appena cominciato a scrivere storie e sceneggiature per Topolino e l'aspetto che mi colpisce ed emoziona di più è la possibilità (vergognosamente immeritata) di ereditare personaggi grandiosi per costruzione psicologica e attitudinale e, nel proprio piccolo, manipolarli, farli parlare, muovere, interagire. Mi sembra la cosa più bella del mondo. Bene, PiKappa è il superamento di tutto questo.

Io me la immagino così: nel 1995 un gruppo di ragazzi di grande talento si incontrano e dicono: sai che c'è, adesso rivoluzioniamo tutto. Prendono Paperinik (grazie Elisa Penna!) e lo trasformano. E intanto che ci sono trasformano anche tutto il resto. Una Paperopoli enorme, ipertecnologica, tentacolare; una griglia di pagina ripensata, meno statica e simile ai fumetti americani; nuovo linguaggio, con scelte lessicali e stilistiche diverse dal passato, come il largo utilizzo dei punti fermi al posto dei classici punti esclamativi; nuovi superpersonaggi e nuovi superproblemi per un supereroe che cambia statuto: non è più l'alter ego notturno di Paperino, non è più il contraltare coraggioso e dinamico di un pauroso pigrone. Le qualità di PK affliggono Paperino, che diventa più simile all'eroe mascherato rispetto alla dinamica contraria a cui eravamo abituati.

Queste persone – sicuramente se ne sono rese conto, al tempo, o almeno lo spero per loro – hanno avuto la demiurgica possibilità di ricreare un mondo, di reinventare città e personaggi scolpiti nella roccia, divertirsi e divertirci. Magari esagero, ma mi sembra una delle cose più belle e più grandi che possano succedere a un autore, un disegnatore, un artista, un uomo.

 

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

1 Commento
  1. Fumetto spettacolare! Storia mozzafiato e appassionante! Disegni meravigliosi! Ero un piccolo pupo quando l’ho scoperto, me ne sono innamorato e ogni mese aspettavo fedelmente la mia copia in cassetta. Poi con PK2 hanno fatto un po’ flop, ma ci può stare, dopo 50 albi eccezionali, più gli speciali. A distanza di anni ho scandagliato le fumetterie cittadine e la rete in cerca dei numeri mancanti, che ho scoperto essere tragicamente rari! Che dire, un pezzo della mia vita! 🙂