Modulazione di fenomeni

Quando entri nel magico mondo che sta dietro ai fumetti e alla loro produzione, una domanda inizia subito a ronzarti per la testa (o almeno a me è successo così): è più bello fare lo sceneggiatore o il disegnatore? O meglio, ha più importanza l'uno o l'altro? Poi è ovvio che sono ugualmente importanti, per carità, ma la diacronicità, come al solito, ti gioca un brutto scherzo: prima si sceneggia e poi si disegna. Prima si indicano i dialoghi, i personaggi, i luoghi e i tempi e dopo si attualizzano con tratti e colori. D'altra parte, però, è la mano e la sensibilità del disegnatore ciò che viene più percepito e spesso ciò che rimane. E allora? Che si fa? Beh, ma è ovvio, si fa come Silvia Ziche.

Silvia Ziche, una delle più grandi artiste che abbiamo la fortuna di leggere, ha tagliato la testa al toro ricoprendo entrambi i ruoli: prima sceneggia le storie e poi le disegna. E la Disney ha appena pubblicato un librone dedicato a lei, con una raccolta delle sue storie più belle – e più lunghe – apparse negli ultimi anni sul settimanale più amato da tutti, Topolino. C'è Paperina di Rivondosa,  Papere alla deriva e altri capolavori, come Questione di classe in collaborazione con Tito Faraci. 

Ora, a parte che le storie fanno davvero ridere, la cosa che colpisce di più è questa: trattare con personaggi così codificati come Paperino, Topolino e compagnia è sempre difficile, perché i loro caratteri, standardizzati dal tempo e dall'insieme delle avventure che hanno vissuto, sono difficili da modulare. I lettori sono abituati a vedere, chessò, Paperina, Brigitta, Trudy comportarsi in un certo modo, si aspettano le loro azioni e reazioni, si tranquillizzano nel vedere che tutto va come deve andare. Silvia Ziche è riuscita a mantenere questa dinamica ma allo stesso tempo lasciare un segno profondo, e personale, nella vita e nelle opere dei nostri superamici di carta. La sua Paperina è un po' diversa dalla Paperina classica, ma questo piccolo scarto ribatte ancora di più la sua identità. E così per tutti gli altri.

Questa raccolta di storie fa anche altro: cerca di definire dei personaggi che non hanno mai avuto le attenzioni che si meritavano. Come Miss Paperett, ad esempio, la segretaria di Paperone che, su un'isola deserta con Paperina, Brigitta e Nonna Papera, riesce finalmente a ritagliarsi un ruolo – meritatissimo – di co-protagonista. Diversa dalla solita Miss Paperett alla scrivania ma, a vedere bene, ancora più Miss Paperett di prima.

Modulare qualcosa significa cambiarla senza raggiungere il punto di rottura, dove quella cosa diventa irrimediabilmente un'altra. Modulazione di fenomeni, appunto. 

 

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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