Il pacco regalo di Finzioni a… gli enti per le borse di studio

Gentile persona X dell’ente Y,

questa è l’ennesima email che vi scrivo in merito al bando da voi aperto per lo stanziamento di borse di studio ai fini del perfezionamento della mia istruzione.
Sì, so che la selezione si è conclusa mesi fa.
Sì, so anche che, come da voi specificato nel corso della nostra lunga e intensissima corrispondenza di sensi non esattamente amorosi, sono stata esclusa in partenza in quanto, degli N requisiti richiesti per la partecipazione, mi mancava quello 0,005% necessario; fondamentale; indispensabile. Proprio quei 3 cfu che il mio piano di studi non prevedeva come obbligatori, e che non erano neanche richiesti dal corso di formazione postuniversitaria per il quale avrei usufruito del vostro finanziamento.

Ma lo so, non c’è da prenderla sul personale: voi siete fatti così. Per sei anni vi ho immaginato nel vostro tetro ufficio, in segretissima riunione, intenti a escogitare nel minimo dettaglio il piano perfetto per illudere le vostre vittime – «ehi, questa volta ce la posso fare, ho tutto quello che serve, finalment… ah no aspetta, il comma 7 del punto 15 del requisito 37,5555 sancisce che bisogna essere in possesso di un trisavolo imparentato con il Segretario di Stato vaticano, in coerenza con il percorso di perfezionamento che si vuole intraprendere. Peccato» , formulare nella maniera più ambigua ed ermetica possibile le istruzioni per la compilazione, infilare virgole a tradimento, piazzare risposte multiple casuali che neanche un quiz serale di Carlo Conti, il tutto sempre con precisione devota e strategico scrupolo. 

Bene, avete vinto anche questa battaglia: l’ultima. Presagendo il grande vuoto che lascerete nella mia quotidianità, ho deciso di indirizzare a voi il pacco regalo di quest’anno, per ringraziarvi delle indimenticabili emozioni vissute insieme. Perché il vostro contributo alla mia formazione è stato prezioso: il mio corso post-laurea l’ho comunque fatto, come tutti gli studi precedenti, con i soldi di mamma e papà, e in piccola parte miei; e la frustrazione, come spesso accade, si è evoluta in rassegnazione. 
Più di qualsiasi altra cosa o esperienza mi avete insegnato che, come sostiene Francesco Pacifico, «la realizzazione personale di un borghese non vale il denaro che costa». A voi, con tutto il cuore, spedisco il suo ultimo romanzo, Class. Vite infelici di romani mantenuti a New York, con l’augurio che possiate gioire del buon esito della vostra impresa.

Cordiali Saluti,

Oriana Mascali

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

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