Top 5 fatta di posteriori

C'è un film abbastanza famoso nella scena underground newyorkese che si chiama No4 – Bottoms, di Yoko Ono. Un'ora e mezza di successione di culi. Ora, la battuta verrebbe semplice e noi la evitiamo. Quello che qui ci interessa dimostrare, lasciando parlare i libri, è che non si può parlare di letteratura senza parlare del culo. Scusate la franchezza, ma al pudore abbiamo preferità la semplicità.

Nulla di più naturale, nulla di più interessante. Perché il culo è un argomento di discussione da quando l'uomo ha consapevolezza di se stesso (fondamentalmente da quando non è più un ominide, ma non vorrei avventurarmi in discorsi che non ci interessano).

Dunque, qui di seguito trovate una top 5 che illustra 5 modi in cui si può parlare di culo nella letteratura. Ce ne sono certamente degli altri, per questo abbiamo bisogno del vostro aiuto per espandere il ragionamento.

In una prima stesura di questo post eravamo intenzionati a interrompere la lettura con dei brevi ragionamenti sulla funzione dell'argomento "culo" all'interno dei singoli testi, ma abbiamo deciso di rinunciarci perché siamo certi che voi, lettori amici, saprete comprenderlo senza ulteriori aggiunte.

  • Aretino, Sonetto 6, Libro 2

Questo è un cazzo papal; se tu lo vuoi,
Faustina, o in potta o in cul, dimmelo pure,
perché rare a venir son le venture.
– Lo terrò in potta se volete voi.

– In culo tel porrei, ma dacché vuoi
così, stenditi bene e mena pure,
che non avrà di queste fatte cure
donna che bella sia, qual sol fra noi.

Spingi, ben mio, e fà che la siringa
del mio bel cazzo formi un bel poema;
spingi, cor mio, ancor rispingi e spingi.

Ponmi una mano al cul, con l'altra stringi
e abbraccia stretto, e porgimi la lingua,
mena, mio ben; oh! che dolcezza estrema!

Ohimè! che già non scema
il piacer! ma saria maggior all'otta
se il cazzo entrasse in cul, non men ch'in potta!

  • Dante, Divina Commedia, Inferno canto 21.

Ed elli a me: «Non vo' che tu paventi;
lasciali digrignar pur a lor senno,
ch'e' fanno ciò per li lessi dolenti».

Per l'argine sinistro volta dienno;
ma prima avea ciascun la lingua stretta
coi denti, verso lor duca, per cenno;

ed elli avea del cul fatto trombetta.

  • Catullo, Carmen 97, Emilio faccia di culo

Che gli dei mi perdonino per questo, ma non avevo idea a cosa riferire,
se alla bocca o al culo di Emilio, l’odore che sentivo.
Solitamente nulla è più pulito di questa, e nulla è più sudicio di quello,
ma in verità il suo culo è più pulito e più gradevole:
almeno è senza denti: la bocca ha zanne lunghe un piede e mezzo,
con gengive che assomigliano di più a un vecchio carretto,
e in aggiunta quand’è aperta è tal quale
la fica rotta d’una mula in calore mentre piscia.
Lui ne fotte molte e crede d’esser bello,
e non dovrebbe andare a lavorare alla mola con l’asino?
Quella che ci si strofina, non sarebbe forse capace
di leccare il culo d’un boia infetto?

  • Rebelais, Gargantua e Pantagruel

Il capitolo completo è molto interessante e narra di come Gargantua abbia scoperto il miglior oggetto per pulirsi le pudenda, lo trovate cliccando qui. Giusto un passaggio:

— Io ho, rispose Gargantua, per lunga e curiosa esperienza, inventato un mezzo per pulirmi il culo, il più regale, il più signorile, il più eccellente, il più veloce, che sia mai stato visto.
— Quale? disse Grangola.
— Questo che vi racconterò, disse Gargantua, adesso.
"Io mi pulii una volta con una mascherina di velluto di una damigella, e la trovai buona, poiché la morbidezza della seta mi causò nel profondo una voluttà molto grande. Un’altra volta con un suo cappellino, e fu lo stesso. Un’altra volta con una sciarpetta. Un’altra volta con dei paraorecchie cremisi di satin, ma la doratura delle sferette di merda che ci stavano mi ha scorticato tutto il di dietro. Che il fuoco di sant’Antonio arda il budello culare dell’orefice che le ha fatte e la damigella che le portava!…"

  • De Sade, La filosofia del Boudoir

IL CAVALIERE: Dolmancé era venuto a sapere da un mio amico del fatto che io ho, come tu sai bene, un pene di grosse dimensioni, e così convinse il marchese di V. a invitarmi a cena con lui. Una volta là, dovetti mettermi in mostra; all’inizio pensai che si trattasse più che altro dl curiosità, ma poi mi misero davanti un culo bellissimo supplicandomi di ficcarlo dentro, e mi resi conto chiaramente che ciò gli piaceva proprio. Misi in guardia Dolmancé su tutte le difficoltà dell'impresa; ma nulla l'intimorì. “Sono a prova di montone” disse…

E a voi vengono in mente altri libri o brani in cui si parla di culi?

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Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

5 Commenti
  1. Non me ne viene in mente nessuno. E all’improvviso mi chiedo – ma cosa diavolo ho letto fino ad oggi? – Ah, quanto tempo perso!