Per servirla

Signore riconosca i suoi limiti

Non so come la pensiate voi al riguardo, ma io ho sempre sognato di possedere un maggiordomo / cameriere. In senso asessuato s'intende. Possibilmente poliglotta, multitasking e che leggesse il pensiero. Naturalmente potendolo solo sognare uno se lo immagina un po' come gli pare, ecco. In tal situazione ho ritenuto lecito prendere spunti e in letteratura ce ne sono di validissimi all'uopo. Questa è la Top 5 dei meritevoli:

1. Naturalmente Jeeves (P.G. Wodehouse, Il Codice dei Wooster) Ecchevelodicoafare. Praticamente perfetto. Aleggia più che passeggiare, sa sempre la cosa migliore da fare e quando e come fartela sapere, osserva tutto e tutti e fa un tonico che ti ripiglia dalla peggiore sbornia di sempre. Elegante, intelligente e ricco di citazioni:

«Ecco la fine di una perfetta giornata, Jeeves. Com'è quella tua cosa sull'allodola?» «Signore?« «E, mi sembra, anche sulla lumaca» «Oh, sì, signore. L'anno è alla primavera, il giorno è al mattino, il mattino è alle sette, la collina è imperlata di rugiada…» «Ma le allodole, Jeeves? E le lumache? Sono abbastanza sicuro che le allodole e le lumache c'entrano» «Ci sto arrivando, signore. L'allodola è sull'ala, la lumaca è sullo spino» «Adesso sì che va bene. E l'ultimo verso?» «Dio è in cielo, e tutto va bene nel mondo».

Che uomo…

2. Battista, che in principio era Firmino, creatura di Carl Banks. Semi senile ed elegantissimo maggiordomo britsh style le cui occupazioni includevano periodici rovesciamenti monetari sul corpo del padrone capo Paperon De Paperoni, secondo chiari di luna dello stesso. Poi divenne Battista, firmato Cimino, in testa alla selezione in qualià di unico superstite rimasto (una roba evocativa un po' alla Mary Poppins in pratica) e con qualche ritocchino estetico in cv. Se sopporta il vecchio papero direi che è a posto.

3. Maggiordomo generico da giallo classico. La Christie si può dire che il maggiordomo l'ha inventato lei praticamente, almeno per quella serie che ha a che fare con gli omicidi. Statisticamente gli riconosco una certa sfiga, sempre a trovar morti, smacchiare sangue e trattare con camiere isteriche. Quando poi non gli danno la colpa, che a volte si ritrovano nel posto sbagliato al momento peggiore e giù a dirgli sei stato te. Ma ai nostri scopi tale gavetta non può che fargli onore, impeccabili e sempre attenti. 

4. Henry (Isaac Asimov, Dodici casi per i vedovi neri) è un pezzo da collezione. «Il cameriere del banchetto mensile dei Vedovi Neri, era di parecchi anni più vecchio di Trumbull, eppure il suo viso era privo di rughe», un gran dritto eletto membro onorario di questi soggetti dalla riunione facile che ogni mese invitano a cena un ospite per indagare circa il motivo della sua esistenza. Cameriere discreto, apparecchia tavole indefesso, promulgatore di intuizioni ineccepibili e quanto mai preziose, Henry è quel che ci vuole per le migliori occasioni.

5. Alfred Pennyworth. Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna si vocifera, perciò dietro un supereroe ci può essere solo un grande Alfred. Ci capisce di tutto, anche lui stampo british e cultura a iosa. Cucina, pulisce e parla poco, tutte cose sinceramente di vitale importanza. E poi sopporta un tizio che invece che uno è due, con tutta la solfa psicosomatica da supereroe al seguito (immagino Bruce abbia preso qualche aspirina nelle mattine del post eroico insomma). No dico, che altro può servire?

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

3 Commenti
  1. @Alessia vero! ho pensato anche a lui, ma la storia d’amore (e che storia d’amore accidenti!) nella mia testa lo rende piú uomo che maggiordomo 🙂
    @stepan il primo amore non si scorda mai, ma riconosco il fatto 🙂