Libri letti perché mi piaceva il titolo

Sono diverse le vie che ci portano a scegliere di leggere proprio quel libro rispetto ad un altro.

I lettori occasionali vanno allo sbando, sono quelli che comprano i libri all’Esselunga e capita che ci mettano più passione a tirar su i surgelati che a decidere quale sarà il prossimo best seller da aggiungere alla collezione. Quindi su di loro non c’è molto da dire.

Noi lettori seriali invece ne facciamo una grande questione: la vita è breve, i libri troppi e non possiamo sprecare tempo prezioso su una lettura inutile.

Di solito abbiamo le idee molto chiare perché con il tempo abbiamo affinato un gusto letterario che ci orienta verso le opere di un certo autore, di un certa corrente letteraria, di una casa editrice di cui ci fidiamo etc…

Eppure a volte ci capita di vagare in libreria, senza una meta precisa, senza avere la più pallida idea di quello che vogliamo leggere. Magari siamo un po’ scazzati, abbiamo appena finito il libro della vita e ci disperiamo perché il prossimo di sicuro non sarà mai all’altezza, oppure veniamo da un periodo di magra e desideriamo ritrovare lo slancio entusiastico di un tempo.

Ecco, in questi frangenti, proprio quando si è più vulnerabili, anche i più sgamati di noi si lasciano sedurre da un bel titolo intrigante. Mai sentito il nome dell’autore, la trama al massimo la leggiamo mentre aspettiamo in coda alla cassa, ma il titolo ci ha conquistato e non si torna più indietro.

Se va bene facciamo delle scoperte interessanti, altrimenti prendiamo delle gran fregature. Le mie bruciano ancora, indovinate quali sono fra queste:

1. C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo – E.Medina Reyes

2. Un giorno questo dolore ti sarà utile – P.Cameron

3. Accabadora – M.Murgia

4. Correndo con le forbici in mano – A.Burroughs

5. Cronaca di un disamore – I.Cotroneo

Viviana Lisanti

 

15 Commenti
  1. Lo so, sono un eggersiano, ma direi anche L’opera struggente di un formidabile genio (o Conoscerete la nostra velocità, a scelta)

  2. per me sono fatali le copertine, però devo dire che raramente prendo delle cantonate..

  3. ecco vedi, sia “c’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” che l'”opera struggente di un formidabile genio” sono stati da me comprati esclusivamente per il titolo. li ho letti, e non mi sono piaciuti.

  4. Secondo me ti ha fregata Cameron….

    Propongo invece “Se nessuno parla di cose meravigliose” di Jon McGregor che fregatura (per me) non fu 🙂

  5. adoro tutti gli scrittori da supermercato…. comprerei tutti i loro libri, indipendentemente dai titoli….

  6. io sono stata fregata da “Col corpo capisco” (infelice titolo dato a una raccolta di racconti di David Grossmann. Grave errore comprarla.

  7. I libri pubblicati dalla minimumfax, alle volte, storpiano i titoli, ma hano delle copertine coloratissime. Deliziosamente colorate. Tipo quelle di Lester Bangs o di DFW. Che, così mi riallaccio, hanno anche dei titoli deliziosi (per quanto storpiati), tipo “Guida ragionevole al frastuono più atroce” (Bangs) o “Tv, tennis, trigonometria e altre cose divertenti che non farò mai più” (Wallace).

  8. Sei rimasta fregata di sicuro da “Correndo con le forbici in mano”. Perlomeno, per me è stato una mezza fregatura.

  9. Problema opposto: non comprare i libri il cui titolo non è abbastanza attraente. Categoria peggiore, quelli che storpiano o parodizzano titoli di successo: tipo “La più grande balena morta della Lombardia”. Non lo comprerei nemmeno se la commessa della Esselunga me lo mettesse di nascosto nella busta della spesa.

  10. “Domani nella battaglia pensa a me” ecco questo libro l’ho comprato con tanto entusiasmo (come fai ad ignorare un titolo simile?) e con pari delusione l’ho finito.

  11. Brevi interviste con uomini schifosi
    Infinite jest
    Tennis, tv, trigonometria e altre cose divertenti che non farò mai più

    vabbé

  12. Si, Un giorno questo dolore ti sarà utile
    La fattoria delle magre consolazioni di Stella Gibbons e
    Il circo dell’arte e del dolore della Minervudottir.

  13. Triste, solitario y final di Osvaldo Soriano
    Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal.